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La cinese BOE, uno dei più grandi colossi al mondo nella produzione di pannelli di vario genere, ha mostrato un interessante display basato sulla tecnologia denominata AMQLED, acronimo di Active Matrix Quantum-dot Light Emitting Diode. Dietro questa complessa dicitura si cela la soluzione più promettente tra quelle che utilizzano i Quantum Dot: ci riferiamo alla variante denominata anche QDEL, Quantum Dot ElectroLuminescent, già descritta in varie occasione da Nanosys (fornisce materiali Quantum Dot e collabora con tutti i principali marchi) e oggetto di ricerca da parte di numerose compagnie, tra cui anche Samsung.

Quali sono le differenze tra i pannelli AMQLED di BOE e gli attuali TV con Quantum Dot? Si tratta di tecnologie con una base completamente diversa. I Quantum Dot sono LCD che abbinano i nanocristalli (i Quantum Dot, per l’appunto) ad una retroilluminazione a LED blu per ottenere benefici riguardanti i colori. Questi ultimi risultano più puri e capaci di coprire meglio gli spazi colore ampliati, garantendo anche un’efficienza energetica superiore.

Gli AMQLED o QDEL che dir si voglia non prevedono più il ricorso alla tecnologia LCD. Sono i Quantum Dot stessi ad emettere luce propria: in gergo di parla di display “self-emitting”. I benefici teoricamente raggiungibili sono molteplici: lunga durata degli schermi, copertura di ampi spazi colore e rapporto di contrasto potenzialmente infinito, come gli OLED e i MicroLED. Il prototipo presentato da BOE è un 55″ AMQLED con risoluzione Ultra HD e una copertura pari al 119% dello spazio colore NTSC. Il rapporto di contrasto dichiarato è 1.000.000:1.


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