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Vodafone: multata dal Garante della Privacy, ecco perché Tecnoandroid

La sanzione ricevuta da Vodafone è pari a 12 milioni e 250 mila euro. A effettuarla è stato il Garante della Privacy, accusando l’azienda di un trattamento illecito dei dati personali a scopo di marketing. Oltre a dover pagare questa multa, l’operatore avrà l’obbligo di adottare nuove misure imposte dal Garante per potersi attenere alle normative nazionali ed europee riguardanti la tutela dei dati.

Vodafone e la multa del Garante Privacy, ecco i dettagli

La notizia è era diffusa proprio dal Garante, circa due giorni fa, insieme a un comunicato e spiega i dettagli dell’avvenimento. Il tutto, accompagnato dalla pubblicazione del provvedimento numero 224 del 12 Novembre 2020.

Il Garante, composto da Pasquale Stanzione, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza, ha ordinato un provvedimento che l’autorità definisce una “complessa istruttoria” dovuta a una moltitudine di segnalazione da parte di utenti costantemente contattati telefonicamente. Queste telefonate da parte di Vodafone, avevano lo scopo di promuovere servizi di telefonia e internet offerti dall’operatore.

Gli accertamenti svolti dall’Autorità hanno evidenziato “importanti criticità di sistema”, che riguardano la violazione non solo dell’obbligo del consenso, ma anche dei fondamentali principi di responsabilizzazione e di implementazione delle tutele privacy fin dalla fase di progettazione dei trattamenti, stabiliti dal Regolamento UE.

La stessa Vodafone comunque riconosce l’esistenza di una moltitudine di call center abusivi che effettuano deliberatamente un telemarketing privo di criterio rispetto per le normative vigenti. sono risultate inadeguate anche le misure di sicurezza dei sistemi di gestione della clientela, profilo sul quale l’Autorità aveva già ricevuto numerosi reclami e segnalazioni da parte di clienti che erano stati contattati da sedicenti operatori Vodafone, i quali chiedevano l’invio di documenti di identità mediante WhatsApp, probabilmente con finalità di spamming, phishing o per la realizzazione di altre attività fraudolente.

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