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Dopo sette anni di onorata carriera (quattro in Italia), Samsung Pay esce ufficialmente di scena per far spazio a una vecchia, anzi vecchissima, conoscenza. Samsung Wallet, ricordate? L’azienda di Seoul ne aveva anticipato il ritorno pochi giorni fa quando annunciò che Samsung Pass e Pay si sarebbero fusi in un’unica realtà, cioè proprio Wallet. Samsung la definisce una “nuova piattaforma” e lo fa con cognizione di causa, perché il Wallet di quasi dieci anni fa, che fu sostituito da Pay, e quello attuale, che sostituisce Pay, in comune hanno ben poco.

Samsung Wallet è una piattaforma moderna, in grado di contenere tutti quei documenti che negli anni la tecnologia ci ha permesso di digitalizzare e condensare in un unico oggetto, lo smartphone: carte di credito e debito, carte d’imbarco, documenti d’identità, abbonamenti, chiavi dell’auto (per ora solo BMW), eccetera, e sfrutta l’ampiezza e le potenzialità dell’ecosistema di Seoul per “collaborare” con servizi come Samsung Blockchain, per monitorare l’andamento del proprio portafogli di criptovalute, o SmartThings, per aprire ad esempio porte e cancelli. Si tenga conto comunque che la disponibilità delle singole funzioni dipenderà dal mercato di riferimento: non è detto dunque ad esempio che in Italia il controllo delle proprie criptomonete o dei documenti di identità siano (subito) disponibili.

La possibilità di conservare su un Galaxy i documenti d’identità è una novità recente, e arriverà “entro fine anno”, verosimilmente solo in alcune nazioni. Altre sono agli albori, come quella che riguarda le carte d’imbarco per il momento limitata alle tratte aeree di Korean Air. Ma come ha dichiarato Jeanie Han, EVP di Samsung, “continueremo ad espandere le capacità di Samsung Wallet lavorando a stretto contatto con i nostri partner fidati e sviluppatori”, per cui nel giro di poco, specie ora che Wallet è ufficiale e dunque ha gli occhi del pubblico addosso, le sue potenzialità dovrebbero essere espanse.


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Di admin