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Appena qualche settimana fa vi raccontavamo la storia di CD Projekt, una software house che negli anni si era costruita una reputazione stellare nel settore dei videogiochi. Una situazione che capita molto di rado, e che è bella… finché dura. Beh, con il lancio di Cyberpunk2077 quella reputazione ha preso una gran brutta batosta. L’ha ammesso lo stesso amministratore delegato Adam Kiciński (fratello del co-fondatore Michał, che non fa più parte dell’azienda) nel corso di una riunione straordinaria con gli investitori tenuta proprio per discutere di come si intende gestire la situazione.

Il succo, molto semplicemente, è che CDPR ha ammesso di aver sbagliato, di aver sottovalutato i segnali dei problemi sulle console più vecchie, e che il gioco semplicemente non era pronto (per console, almeno; ci sarebbero cose da dire anche su PC, ma ci arriviamo).

Dopo tre posticipi, il direttivo era troppo concentrato sul rilascio del gioco. Abbiamo sottostimato le dimensioni e la complessità dei problemi, abbiamo ignorato i segnali relativi alla necessità di altro tempo per rifinire il gioco nelle console last-gen base. È stato l’approccio sbagliato e va contro la nostra filosofia di business. Come se non bastasse, nella campagna [marketing] abbiamo mostrato il gioco per lo più solo su PC.


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