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Mentre Apple TV+ continua ad espandere sempre di più il suo catalogo di produzioni originali e Disney+ cavalca un successo senza precedenti, il mercato europeo potrebbe presto riservare delle amare sorprese alle due celebri piattaforme di streaming video, a meno di radicali cambiamenti nella loro offerta di contenuti.

Il dibattito politico irlandese, infatti, ha riportato al centro dell’attenzione la disciplina europea dei media audiovisivi del 2018, la quale prevede che ogni piattaforma di video on demand che decide di operare in Europa abbia un catalogo composto per almeno il 30% di contenuti realizzati nel Vecchio Continente. Netflix e Amazon Prime Video dispongono già di un catalogo praticamente in linea con la direttiva europea, ma lo stesso non si può dire per le nuove piattaforme video come Apple TV+ e Disney+.

La direttiva si trova ancora in fase di approvazione definitiva, ma dovrebbe essere votata entro la fine dell’anno, quindi l’obbligo di adeguamento del catalogo potrebbe scattare già nei primi mesi del 2021, pena l’impossibilità di offrire il servizio in Europa. Non sono chiari molti dettagli, come ad esempio il metodo utilizzato per calcolare la quota del 30% del catalogo, tuttavia questo non dovrebbe rappresentare un problema troppo grande per Apple, visto che la sua offerta limitata può rappresentare un importante vantaggio, dal momento che le sono richiesti meno show per adeguarsi alla normativa.


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