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LG conta di incrementare il ricorso all’outsourcing per i suoi smartphone, al fine di contenere i costi in un mercato ipercompetitivo e dai margini sempre più risicati (per tutti coloro che non si chiamano Apple, per lo meno). In concreto, outsourcing significa: saranno aziende terze a progettare e produrre alcuni smartphone economici, su cui poi LG applicherà il proprio marchio (e naturalmente il proprio software). È una pratica a cui LG ricorre da tempo (e non è la sola), ma finora il lavoro degli ODM riguardava solo la fascia economica. Da ora si sposta anche a quella media. L’operazione era già stata anticipata a inizio anno, ora è esecutiva.

Stando a Reuters, la società sudcoreana ha annunciato una riorganizzazione della sua divisione mobile – l’ennesima, aggiungeremmo, dopo una serie ormai ultraquinquennale di trimestri in perdita – siamo a 22 consecutivi. Conseguentemente alla decisione di incrementare il coinvolgimento degli ODM, LG ha detto che può chiudere alcuni progetti di ricerca e sviluppo per concentrarsi su quelli relativi ai dispositivi di fascia alta/top, e spostare alcune posizioni sia nella ricerca sia nella produzione.

Gli analisti contattati da Reuters hanno le idee chiare sulla situazione di LG: la battaglia non è contro Samsung o Apple, ma contro i produttori cinesi. Il problema, osservano, è che non basta ridurre i costi: bisogna essere in grado poi di vendere ciò che si produce – in altre parole, saper fare marketing, cosa che i cinesi hanno ormai imparato più che bene.


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