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Oppo è un marchio ambizioso, che negli ultimi anni ha cominciato a spingere anche in Occidente per ritagliarsi una posizione di rilievo, specie ora che le difficoltà imposte a Huawei dal ban USA hanno aperto dei margini per riscrivere le gerarchie. A certificare la sua crescita, il marchio cinese ha annunciato che attualmente gli smartphone con ColorOS – la personalizzazione proprietaria di Android – ammontano a 370 milioni. E ha colto l’occasione per ripassare le tappe fondamentali dello sviluppo, nel tempo, della sua UI, che recentemente ha fatto un bel salto: si è infatti passati direttamente da ColorOS 7, alla versione 11 (la primissima release risale invece all’aprile del 2013).

La ragione è semplice: la nuova numerazione permette ai consumatori un’identificazione più semplice ed immediata della versione di Android con cui i dispositivi sono equipaggiati. Oppo è peraltro stato tra i primi produttori ad avviare un programma beta in seguito al rilascio di Android 11: parliamo di inizio settembre. E nei primi giorni di novembre è cominciata la distribuzione della versione stabile per Find X2 e X2 Pro. La roadmap annunciata dall’azienda, così come le novità di ColorOS 11, potete trovarle nel nostro articolo dedicato.

L’intenzione di Oppo, ad ogni modo, è quella di ampliare la propria offerta e il relativo ecosistema con altri dispositivi oltre agli smartphone: i primi effetti li abbiamo visti quest’anno con Oppo Watch, e per il 2021 si parla anche di un notebook e un tablet. In attesa di capire quando e come il concept dello smartphone con schermo estensibile mostrato all’Inno Day 2020 si farà concreto – ma non sarà presto, a quanto pare.


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