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Canone Rai e Bollo Auto: l’addio si allontana, ma c’è l’esenzione Tecnoandroid

canone rai

Il 2020 si preannunciava un anno ricco di novità, tra cui la possibile abolizione del canone Rai e del Bollo Auto, fra le tasse più indigeste per gli italiani. Nel 2019 infatti, si era discusso molto della dismissione di queste due tasse a seguito di una proposta presentata da Luigi Di Maio, capo politico del M5S e all’epoca Ministro del MiSE.

D’altra parte, benché depositata, la proposta non è stata discussa in Parlamento. La situazione dettata dall’emergenza Coronavirus, inoltre, ha fatto decadere completamente le ambizioni di abolizione delle due imposte.

Il motivo è di natura puramente economica: grazie al bollo auto, ad esempio, le Regioni portano nelle proprie casse ben 6 miliardi all’anno, che non sarebbero reintegrabili dallo Stato qualora quest’imposta fosse abolita. Anche il Canone Rai frutta un po’ di denaro alla macchina statale, consegnando 1 miliardo di euro investibile in altri settori.

In un momento di grande difficoltà, in cui si sta cercando la quadra per non aumentare eccessivamente le tasse in altri settori, eliminare anche quelle fonti di entrate certe risulterebbe insostenibile.

Canone Rai e Bollo Auto: abolizione lontana, ma ci sono le esenzioni

A compensare la mancanza di provvedimenti per l’eliminazione delle due tasse, non bisogna dimenticare che si può richiedere l’esenzione dal pagamento del canone in alcuni casi.

Trattandosi non più di una tassa sulla fruizione dei canali RAI ma anche sul solo possesso di un apparecchio televisivo, per risultare esenti bisogna necessariamente dichiarare di non avere una televisione. In tal caso, si deve inviare all’Agenzia delle Entrate il modulo di dichiarazione di non detenzione, scaricabile da questo link.

L’altra via sarebbe rientrare in una categoria di persone che, per ragioni sociali o d’età, risultano esentati dal corrispondere questa imposta. Ecco i requisiti:

  • Possedere un’età pari o superiore a 75 anni e un reddito non superiore a 6.713,98 euro;
  • Essere un agente problematico (condizione dettata dall’art. 34 della Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961);
  • Essere funzionario e/o impiegato consolare (sempre sulla base della Convenzione di Vienna, art. 49);
  • Essere funzionario di un’organizzazione internazionale;
  • Essere un militare di cittadinanza non italiana e/o esser parte del personale civile non residente in Italia di cittadinanza non italiana appartenente alle forze armate della NATO.

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