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Amazon Prime Air è a un punto di svolta: fresco di titolo di vettore aereo per le consegne via drone, sarà esternalizzato. L’azienda di Jeff Bezos è in contatto con due società terze – una austriaca, l’altra spagnola – per affidare loro la realizzazione delle componenti del drone. Sui dettagli dei potenziali accordi si sa ancora poco, così come non è certo che le parti concludano effettivamente l’affare.

Prime Air nasce nel 2013 come progetto ambizioso ma, nello stesso tempo, assolutamente fattibile. E Bezos lo ha dimostrato con diversi modelli di drone sviluppati negli ultimi anni: ne sono un esempio quelli datati 2015 e quelli ancora più evoluti presentati in pompa magna lo scorso anno, capaci di consegnare pacchi fino a 2,2kg in 30 minuti entro 24km di distanza. E allora perché Amazon sembra volersi sbarazzare (di parte) del progetto? Forse perché i tempi non sono poi così maturi, come garantito dalla società stessa in passato, magari più per le difficoltà burocratiche che per quelle tecnologiche. E l’azienda non intende sprecare tempo per un progetto che vedrà i suoi frutti più avanti.

Amazon motiva così la scelta:


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