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Chissà se Jony Ive riuscirà nell’intento di risollevare le sorti di AirBnB. L’ex Apple collaborerà infatti con la piattaforma di affitti di alloggi e case vacanze dopo che a giugno di quest’anno aveva interrotto i rapporti con Apple. Piattaforma che però sta vivendo un periodo nero, molto probabilmente il peggiore da quando la società guidata da Brian Chesky è stata fondata nel 2007.

La rinascita parte dalla IPO lanciata ieri per il debutto in Borsa con la denominazione ABNB: la documentazione pubblicata a corredo dell’offerta pubblica iniziale ci consente di sbirciare tra i conti dell’azienda, profondamente alterati dal crollo delle prenotazioni in tutto il mondo. Già a maggio il CEO aveva comunicato la faticosa decisione di licenziare il 25% dei dipendenti, nel tentativo di ricostruire l’intero business ridefinendo gli obiettivi aziendali e tagliando il più possibile i costi.

  • gennaio – settembre 2020:
    • perdita netta di 700 milioni di dollari (320 milioni nel 2019)
    • ricavi: 2,5 miliardi di dollari
    • prenotazioni: 17,9 miliardi di dollari, -39% su base annua

Nota positiva è il rimbalzo registrato nell’ultimo trimestre, preannunciato dai primi segnali di un ritorno ad una pseudo (o nuova) normalità riscontrati nelle prenotazioni estive. Del resto, molti viaggiatori hanno preferito restare vicini a casa con una sistemazione in appartamento più che in albergo, magari per periodi più lunghi rispetto al passato.


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