Recensione Canon EOS R: foto da campione e video da migliorare

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Recensione Canon EOS R: foto da campione e video da migliorare

Il 2018 è stato l’anno della definitiva consacrazione per le mirrorless. Non che ce ne fosse bisogno visto l’interesse già generato sul mercato e la richiesta, ma la vera discesa in campo dei due big, Canon e Nikon, ha ovviamente avuto il suo peso. La prima ha sempre seguito il fenomeno ma con un po’ di distacco, così, dopo svariate “APS-C” si è lanciata nel passo più importante realizzando la full frame EOS R.

La distanza da coprire nei confronti di Sony – leader fino a questo momento nella categoria – non è poca, d’altronde non è semplice fare un simile salto e pretendere da subito la “perfezione”; possiamo dire, riassumendo, che Canon ha fatto un gran bel lavoro e ci è andata vicina. Questa prima macchina ha posto infatti basi solide per una prossima generazione che potrà, probabilmente, aggiustare il tiro e ambire anche al gradino più alto del podio.

Il sensore d’immagine è una vecchia conoscenza, questo CMOS Dual Pixel da 30,3 megapixel vanta infatti numerosi punti in comune con lo stesso montato dalla EOS 5D Mark IV (uscita nel 2016), qui in associazione al nuovissimo attacco RF. Proprio questa è una delle novità più importanti, perchè la flangia larga (sempre 54mm) e il tiraggio più corto (da 44mm a 20mm) permetteranno di realizzare migliori ottiche anche meno ingombranti. Senza contare che la nuova connessione tramite 12 pin permette un trasferimento di dati più veloce.


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