Come nasce uno smartphone Meizu: tour di QG, fabbrica e centro R&D

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Come nasce uno smartphone Meizu: tour di QG, fabbrica e centro R&D

Nel corso della nostra trasferta cinese per il lancio di Pro 7 e Pro 7 Plus, siamo stati anche al quartier generale Meizu, e li abbiamo avuto l’opportunità di visitare fabbrica e centro di ricerca e sviluppo. Quella di Zhuhai, che si chiama MLTech, è situata nello stesso complesso immobiliare (QUI lo vedete su Google Maps) ed è una delle poche proprietarie di Meizu: la produzione arriva a 20.000 smartphone al giorno, ci hanno detto, cifra che non è nemmeno lontanamente in grado di soddisfare la richiesta. Il resto è appaltato ai “soliti nomi” – Foxconn, per fare l’esempio più ovvio.

È doveroso premettere che, in queste situazioni, un po’ di beneficio del dubbio dal nostro lato più malizioso è inevitabile concederlo: tutti sappiamo le “storie del terrore” che sono emerse in questi anni dagli impianti di quelle zone del globo, con condizioni di lavoro disumane. Ed è chiaro che, in una visita organizzata, una società ha tutto il tempo di prepararsi a mostrare solo il suo lato più bello e appetibile. Ma ciò che abbiamo visto è un ambiente di lavoro pulito, ordinato e ben climatizzato.

Sia chiaro: si tratta pur sempre di una fabbrica, in cui la maggior parte dei lavoratori svolge un lavoro ripetitivo in qualità di anello di una catena di montaggio. Ci è stato detto che i turni sono di otto ore, con straordinari solo al sabato e solo quando necessari, ovviamente non abbiamo potuto verificare più di tanto.


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