Vita dura per gli automobilisti al telefono, il ‘textalyzer’ pronto a smascherarli

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Vita dura per gli automobilisti al telefono, il ‘textalyzer’ pronto a smascherarli

È di pochi giorni fa l’approvazione in Italia di un emendamento che va ad inasprire le sanzioni nei confronti di chi utilizza lo smartphone alla guida della propria auto. La nuova legge prevede la sospensione della patente alla prima infrazione fino a 3 mesi, periodo che può arrivare a 6 mesi in caso di recidiva. In più, la multa cresce fino a 1.294 euro per la prima infrazione e fino a 2.588 euro per la seconda, mentre i punti decurtati arrivano a 10.

Nonostante la continua lotta contro chi ama chattare su WhatsApp o mette un “mi piace” ad un post su Facebook quando è al volante, i casi in cui gli automobilisti vengono “pizzicati” dalle forze dell’ordine sono in costante crescita in tutto il mondo. Sono state implementate diverse soluzioni – più o meno efficaci – come la possibilità di attivare automaticamente la modalità “non disturbare” appena ci si mette al volante, o l’attuazione del principio della gabbia di Faraday, ma ad oggi “La” soluzione non è ancora stata trovata. Una possibile risposta efficace potrebbe provenire da un dispositivo sviluppato da Cellebrite (la stessa azienda israeliana che era stata indicata come la responsabile dello sblocco dell’iPhone 5c di San Bernardino) e promosso dal Governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo. Si tratta di un “textalyzer”, ovvero di un dispositivo che, una volta collegato allo smartphone del conducente che ha provocato un incidente stradale, è in grado di provare se la persona era o meno al telefono al momento dell’impatto.


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