Utenti vs operatori mobile: aumentano le tariffe e il recesso è difficile | AGCOM

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Utenti vs operatori mobile: aumentano le tariffe e il recesso è difficile | AGCOM

Nell’ultimo periodo i rapporti tra gli operatori di telefonia mobile e gli utenti non sono stati propriamente idilliaci, almeno in Italia, tra il passaggio delle tariffazioni da un intervallo mensile a quello quadrisettimanale, e gli ulteriori rincari (chiamiamole con il loro nome, queste benedette rimodulazioni). Quella che finora poteva essere catalogata come una semplice interpretazione empirica delle opinioni della gente è stata messa nero su bianco dall’AGCOM, nel lungo documento (QUI il PDF integrale) che costituisce la base per la relazione annuale al presidente del Consiglio dei ministri.

La variazione delle cadenze di rinnovo delle offerte e della fatturazione su base 28 giorni anziché mensile, unitamente alle altre rimodulazioni succedutesi nel corso dell’anno, rappresentano il motivo prevalente di insoddisfazione da parte degli utenti rispetto al passato, facendo registrare un’impennata nelle relative segnalazioni che risultano, non a caso, quintuplicate. Quasi quadruplicate anche le denunce per costi di disattivazione percepiti dai consumatori come non giustificati e per ritardi illegittimi nelle lavorazioni delle richieste di recesso.

Le righe F e I nella tabella qui di seguito evidenziano proprio questo fenomeno: le denunce relative alla “modifica piani tariffari e condizioni contrattuali” sono passate da 133 nel 2015 a ben 1215 nel 2016, mentre quelle per “addebito costi non giustificati per la cessazione del contratto e mancata esecuzione di recesso” da 275 a 803.


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