Apre in Svezia il museo dei fallimenti: ci sono anche Google Glass e Apple Newton

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Apre in Svezia il museo dei fallimenti: ci sono anche Google Glass e Apple Newton

Non tutte le ciambelle riescono col buco, dice il proverbio, e in Svezia ha da poco aperto un museo nato appositamente per ricordarcelo: il Museum of Failures, situato nella cittadina di Helsingborg (QUI, per la precisione; ma più avanti nel tempo diventerà una mostra itinerante per tutta la Svezia). Il curatore/fondatore Samuel West (foto in apertura) spiega che lo scopo del museo è ben più profondo della semplice presa in giro di prodotti che non hanno funzionato: i fallimenti sono una fonte di lezioni preziosissime e, in ultimo, un passaggio inevitabile dell’innovazione. Senza l’Apple Newton, tanto per citare un prodotto proveniente dal settore dell’high tech, non ci sarebbe mai stato l’iPhone; e anche i Google Glass sono stati un tassello importante della realtà virtuale/aumentata.

Sempre rimanendo nel mondo dell’high tech troviamo il Nokia N-Gage, uno dei primi telefoni cellulari che volevano fare la console portatile; il Sony Betamax, lo standard superiore alle videocassette mal commercializzato dal produttore nipponico; Twitter Peek, un dispositivo portatile lanciato nel 2009 da 200 dollari che serviva solo e soltanto ad aprire Twitter (e lo schermo nemmeno riusciva a contenere tutti e 160 i caratteri di un tweet); la catena di videonoleggi Blockbuster; distrutta dal mondo dello streaming via internet; i DivX masterizzati su DVD “usa e getta”, che si potevano guardare solo per 48 ore dall’acquisto; la Apple Pippin, tentativo della Mela di entrare nel mondo delle console da gioco; e perfino Windows 8, con quella schermata Start che nessuno capì né apprezzò.

Ma naturalmente non si parla solo di high tech: ci sono anche la Delorean, i cibi surgelati della Colgate (sì, quelli del dentifricio), il profumo della Harley-Davidson, un’inquietante maschera facciale stile Venerdì 13 che ti dava delle micro-scosse elettriche per ringiovanire la pelle, le patatine senza grassi che però facevano venire la diarrea e il board game di Donald Trump.


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